Prima di iniziare oggi, vorrei leggere alcuni passi del “L’Essere Avari” di Adan Kon IV.
Tra gli uomini vi è un insaziabile desiderio di potere. Ne siamo assuefatti e ne dobbiamo trovare sempre una giustificazione. […] Ogni Secolo, come già dimostrato, è Grande per l’individuo che ha capito come manovrarlo. Siamo stati portati a credere che i Grandi Secoli fossero soltanto scelte divine, un dio che ha donato potere a qualche uomo, il quale per onore e virtù dovette portare a termine la propria missione. Ma è tutto un gioco di potere. I Grandi Uomini non sono da definire tali per le loro azioni buone, ma sono grandi per la loro capacità di controllare il potere. […] Il Potere Assoluto è ciò che ci spinge come specie ad “agire”. […] L’atto del “Agire” è stato strumentalizzato da alcuni dei miei colleghi di Accademia come qualcosa di estraneo alla morale, togliendo tutte le istanze in cui l’agire diventa un elemento fondante di una società. […] Il judike Alessandro Pio Eviro già due secoli fa riconobbe questo potenziale dell’Agire come funzione necessaria traendone, come di dovere, una visione più legata alla moralità. Dalle Memorie Libro II:
“Mentre venivo vestito ogni mattina dalla nutrice, vedevo sempre i soliti garzoni sistemare delle magnifiche piante che avevo nel giardino. Questo mi faceva domandare pel chi facessero questo? Se per la Nostra Corte o la loro persona? Io credevo lo facessero per un bene superiore, quello della Corte. Ma il dubbio rimase, ‘ciò andai una sera dal maestro Filibberti, il quale mi disse di dirglielo *io* cosa credevo facessero. Glielo dissi e mi diede ragione. Spiegò in maniera sopraffina e intelligente ciò che io a dodici anni avevo pensato. In breve mi disse che l’agire si divide in due, quello immorale e quello morale. C’è un agire, come quello dei nostri buoni servi, che si basa sul gratificare un bene maggiore, dove gli ultimi della società devono rendere la propria anima al servizio completo di chi gli sta sopra. Questo agire morale, lo compiamo anche noi della Corte, ma noi dobbiamo equilibrarlo tra il divino e il terreno, senza cadere nel servizio di uno o l’altro. Quello immorale invece è quello che fa riferimento ai propri pari, dove cade l’altruismo e le prese di potere, dove le persone agiscono perché vogliono agire per sé.”
Di questo pensiero bisogna toglierne il velo feudatario in cui era immerso, dove il potere era a scelta divina piuttosto che volontario. Non esiste agire immorale perché la struttura monarchica è la convinzione che si sia gli unici giusti. Ma questa idea deriva proprio dal dover giustificare il proprio Potere Assoluto. […] Insomma, bisogna rendere la ricerca di Potere Assoluto accettabile agli occhi di tutti.
A. Kon IV, L’Essere Avari, MaYa! Nuraghi Edizioni, Archivi Reali, Cap. III, pp. 77-103
[…] Il Generale Varkossi riuscì a creare uno Stato di soli soldati e mercanti al potere, dimostrando di essere al pari se non superiore al Grande Uomo suo contemporaneo Aodhan Puri, il quale non fece niente di rimarchevole se non essere solo stato benedetto. Varkossi si dimostrò un ottimo reggente e fu assaltato e rimosso proprio per quella ragione. Doveva dimostrare sin da subito alla famiglia del Graduca le sue intenzioni di dominare il Paese, senza lasciarli scelta. […] Come una mano invisibile, Varkossi insieme al suo seguito di mercanti ha dimostrato come le loro scelte economiche e morali abbiano portato ad una stabilità duratura per il successivo secolo il Granducato di Syvota, seppur non gliene venga dato credito. […] Siamo onesti con noi stessi, o voi che credete nel potere del capitale, che riconoscete di avere dei peccati, smettiamola di giustificarci.
A. Kon IV, L’Essere Avari, Cap. V, pp. 132-155
Perché ti sto leggendo questi passaggi? Perché li ho trovato interessanti, in quanto sembrano essere la base strutturale della nostra società. Chiunque sia stato a capo del mondo di oggi, sicuramente concordava con questo folle. E le sue idee sono state portate avanti. Mi chiedo solo perché non sia stato celebrato o cancellato dalla nostra storia? Perché una persona così fondamentale ha avuto il diritto di esistere in tranquillità?

