Sono passate quasi 3 settimane e già mi sto rompendo di svegliarmi ogni giorno con una notizia che parli di rimozione di diritti oppure che “x sta seguendo le orme di y”. E purtroppo quell’y sappiamo benissimo chi sia.
Quando fu eletto, nel mio cuore sperai che tutte le cose dette come un cane rabbioso in campagna elettore fossero solo propaganda e si riducesse a fare i propri porci interessi come nella prima amministrazione. Ma no. Sotto dei riflettori, tra lo scrosciare di applausi, inizia le sue esecuzioni. Basta solo carta e penna e in quel momento spettacolare segna il destino di migliaia? Milioni, miliardi di persone.
Inizia così il suo shit show.

E questo spettacolo continua imperterrito; infondo una rappresentazione teatrale di tale portata non può che dover fare delle repliche ed un tour mondiale. Eppure se fosse solo teatro, rimarrebbe nella finzione. Qui ci sono quattro anni di recondita vendetta diretta a chi gli ha vietato di fare come cazzo gli pareva. Qui non c’è un credo, ma solo affermazione di potere. E se Lui è mosso da vendetta, i suoi cari amici e colleghi gli stanno accanto per portare messaggio simile: ora possono fare quello che vogliono. Siamo davanti un’orgia di persone che stanno a pecora, di persone che gli stanno sugli stivali, ed anche persone che – malauguratamente per le condizioni in cui si troverebbero altrimenti – si fanno molestare, sperando che almeno questo sazi i capricci dell’imperatore. La corte dell’imperatore è aperta a chiunque si degni di porgere i dovuti omaggi a chi di dovere… e chi non può, problemi suoi.
E questo mi fa malissimo. Io sono sempre stato lontano dal catastrofismo, eppure con questa amministrazione in neanche 3 settimane sto perdendo tutte le speranze. Cerco di pensare che “qualcosa di bello sta per accadere”, ma non ci danno tregua e respiro. Sento un grosso stivale su di me che mi impedisce di avere pensieri positivi sul futuro, se proseguiamo su questa strada. Svegliarmi e leggere della “Riviera su Gaza”, di Guantanamo Bay, della forzata binarità di genere e di tante altre notizie immaginabili solo come becera propaganda, mi fa sperare che tutto questo sia un incubo.
Perché, purtroppo per me, non seguo le regole individualiste e atomizzanti che man mano stanno inghiottendo il mondo e quindi, rispetto a quei presunti “cristiani” che si fanno chiamare tali, io al prossimo ci penso. Che siano amici, nemici, sconosciuti, nel momento in cui diventano classe oppressa, il mio pensiero va comunque a loro. Il mio pensiero va per assurdo, anche a tutti coloro che attraverso il voto ci hanno portato in questa situazione. Perché quasi sicuramente molte di quelle persone sono ignoranti, acciecate da finte promesse e cibate di propaganda inetta affinché il nemico sia l’Altro.
E sì, se vogliamo essere più cinici, più vicini alla in-sensibilità contemporanea, anche io che sono un individuo maschio cis piccolo borghese occidentale, perderò qualcosa. Anche io ho timore del mio stesso futuro. Prima di sicuro vedrò tante amiche ed amici andare e poi, quando arriverà anche il mio turno, finirò a Ustica: magari come oppositore politico, magari come ultimo dei sognatori. Però non dobbiamo stare al loro gioco.
È importante tenere a mente un’ultima cosa: la perdita di fiducia e di speranza è ciò che loro vogliono. È ciò che Bibi, Donald, Elon e tanti altri come loro vogliono. Vogliono vedere il mondo ai loro piedi, vogliono essere l’unico faro in questa notte, ma
In dark times, should the stars also go out?
-Steban, the Student Communist – Disco Elysium: The Final Cut, 2021
Probabilmente questo stesso post in futuro sarà una mia condanna, ma era un peso troppo forte, troppo esteso da poter tenere dentro. Perché dopo aver scritto, letto, corretto questo post, riesco, almeno, a rivedere le stelle.






